Quello che all'Irlanda sta un po' stretto, si sa, e' il fatto di essere una nazione piccola e non esattamente il fulcro degli avvenimenti del mondo. Qui ogni evento che altrove sarebbe visto con medio interesse diventa un avvenimento storico, ed e' quindi fondamentale "pompare" a mezzo stampa ogni riconoscimento per la nazione.
Solo che uno di questi, recentissimo, non si e' notato sui media locali. Indovinate infatti chi ha vinto il premio IgNobel (parodia dei Nobel dedicata alle trovate demenziali) 2009 per la Letteratura? La Garda Síochána na hÉireann, la polizia irlandese insomma: "per aver compilato e presentato ufficialmente piu' di 50 multe al maggior violatore delle leggi stradali nazionali, Prawo Jazdy". Che in polacco vuol dire "patente di guida".
Manco nome e cognome sanno riconoscere...
venerdì 30 ottobre 2009
domenica 25 ottobre 2009
Come finire il weekend in modo originale
Questa l'avrete letta in tanti in Italia, ma ve la ripropongo lo stesso nel caso vi fosse sfuggita:
La genialita' sta nella soluzione.

Cosi' si fa. E magari ci si fa anche un po' di sana pubblicita', che non guasta mai...
"ENNIS (IRLANDA) - «A mali estremi, estremi rimedi». Un proverbio simile avrà ispirato l'irlandese John O'Connor, proprietario del "Custy's Music Shop", negozio di strumenti musicali a Ennis, capoluogo della contea di Clare, in Irlanda. Da anni ormai, ogni lunedì mattina, il quarantaseienne trova puntualmente la porta d'ingresso della sua attività completamente sporca di urina e di vomito. Infatti durante il weekend, giovani ubriachi e nottambuli, liberano le loro vesciche e vomitano proprio sulla porta dello shop."E fin qui, tutto nella norma purtroppo, basta vedere come si presenta una qualsiasi citta' irlandese il lunedi' mattina.
La genialita' sta nella soluzione.
"Dopo aver speso inutilmente migliaia di euro per comprare telecamere che riuscissero a identificare i giovani, O’Connor ha deciso di passare alla linea dura: una scarica elettrica colpirà coloro che di notte si avvicinano al negozio per urinare o semplicemente per sporcarlo con il loro vomito. Un insieme di fili e di cavi sono stati sistemati ai piedi della porta d’ingresso. Appena qualcuno si avvicina, una scossa elettrica si attiva."Roba che i cattivi dei vari film di Batman gli fanno il solletico, a sentire il Corriere. Il problema e' che probabilmente e' vero: artigianale, ma vero. Guardate un po' il nostro John O'Connor con in mano la sua arma di difesa:

"O’Connor promette che la sua vendetta non si ridurrà a qualche scarica elettrica. L'uomo sta seriamente pensando di stampare le immagini, riprese dalle telecamere a circuito chiuso poste all’estero del negozio, di coloro che hanno urinato davanti al negozio e di appenderle fuori alla sua attività: «Non avrò alcuno scrupolo e le piazzerò sulla strada principale della nostra città»."
Cosi' si fa. E magari ci si fa anche un po' di sana pubblicita', che non guasta mai...
lunedì 5 ottobre 2009
Quinti in classifica, tendenti al miglioramento
L'ONU, nell'ambito dello United Nations Development Programme, ha pubblicato la classifica annuale dei Paesi in cui lo sviluppo umano ha raggiunto i livelli piu' alti: l'Irlanda e' quinta.
La classifica tiene conto di alfabetizzazione e istruzione scolastica/accademica, aspettativa di vita e prodotto medio lordo pro capite in 182 nazioni del mondo, e vede l'Italia diciottesima; anche altre potenze politiche e/o economiche seguono l'Irlanda (USA, tredicesimi; UK, ventunesimo; Svizzera, nona, and so on), che si mantiene stabile nonostante la crisi economica.
E lasciatemelo dire: alla faccia di chi parla dell'Irlanda come di un paese di zozzoni senza cultura, e che dell'Irlanda conosce giusto il proprio conto in banca... ;-)
La classifica tiene conto di alfabetizzazione e istruzione scolastica/accademica, aspettativa di vita e prodotto medio lordo pro capite in 182 nazioni del mondo, e vede l'Italia diciottesima; anche altre potenze politiche e/o economiche seguono l'Irlanda (USA, tredicesimi; UK, ventunesimo; Svizzera, nona, and so on), che si mantiene stabile nonostante la crisi economica.
E lasciatemelo dire: alla faccia di chi parla dell'Irlanda come di un paese di zozzoni senza cultura, e che dell'Irlanda conosce giusto il proprio conto in banca... ;-)
domenica 27 settembre 2009
E via di fotografie
Visto che la fotografia e' una droga da cui non riesco a liberarmi, ho deciso di aprire un blog "gemello" di questo:
http://dublinpics.blogspot.com/
Non solo divertimento o ironia in questo caso, lascio semplicemente che le foto parlino da sole ;)
http://dublinpics.blogspot.com/
Non solo divertimento o ironia in questo caso, lascio semplicemente che le foto parlino da sole ;)
lunedì 14 settembre 2009
All you need is love
A quanto pare, l'Irlanda e' nota per cose sempre piu' inaspettate. Non solo la birra, le pecore, le scogliere, i monasteri; pure i festival internazionali per trovare l'anima gemella.
Ebbene si', stando (anche) al recente servizio della BBC che mostra come nella amena localita' di Lisdoonvarna (in contea Clare, sulla costa Ovest) si riuniscano annualmente speranzosi single in cerca dell'amore della propria vita, aiutati da esperti personaggi locali e da tutta una serie di iniziative e infrastrutture create per l'occasione.
Il matchmaking (cosi' si chiama) sembra riscuotere enorme successo ed attrarre persone non solo dal resto dell'isola.
Tra parentesi, per trovare quella splendida giornata sulle scogliere di Moher e realizzare il servizio, da quanti anni stanno facendo tentativi a vuoto?!
Ebbene si', stando (anche) al recente servizio della BBC che mostra come nella amena localita' di Lisdoonvarna (in contea Clare, sulla costa Ovest) si riuniscano annualmente speranzosi single in cerca dell'amore della propria vita, aiutati da esperti personaggi locali e da tutta una serie di iniziative e infrastrutture create per l'occasione.
Il matchmaking (cosi' si chiama) sembra riscuotere enorme successo ed attrarre persone non solo dal resto dell'isola.
Tra parentesi, per trovare quella splendida giornata sulle scogliere di Moher e realizzare il servizio, da quanti anni stanno facendo tentativi a vuoto?!
lunedì 7 settembre 2009
Commemorazioni riuscite
Certo che a volte le poste, in tutto il mondo, sono quantomeno sorprendenti. Butti uno sguardo a quello che commemorano, e spesso e volentieri ci trovi roba che manco sapevi esistesse, o che è talmente banale che celebrarla significa proprio non avere nulla per cui stampare francobolli.
Solo che.
L'ultima uscita di An Post, le poste nazionali irlandesi, è quella di un francobollo commemorativo dei 400 anni della Plantation of Ulster. La faro' corta: fino all'inizio del 1600, l'Ulster (che oggi immagino tutti conoscano per le tragiche vicende passate e in parte presenti) era la zona piu' gaelica e meno inglesizzata d'Irlanda, riottosa e ribelle alla dominazione straniera. Che fecero allora i simpatici inglesi? Prima sconfissero gli ultimi signorotti gaelici, dopo decenni di lotte, e poi pensarono bene di "importare" signori terrieri da Inghilterra e Scozia, oltretutto protestanti, per dominare la terra ed evitare che si tornasse alla situazione precedente.
Insomma, nell'Anno Domini 2009, la Repubblica d'Irlanda pensa bene di celebrare i 400 anni dalla sconfitta definitiva. Furbi, nè?
Solo che.
L'ultima uscita di An Post, le poste nazionali irlandesi, è quella di un francobollo commemorativo dei 400 anni della Plantation of Ulster. La faro' corta: fino all'inizio del 1600, l'Ulster (che oggi immagino tutti conoscano per le tragiche vicende passate e in parte presenti) era la zona piu' gaelica e meno inglesizzata d'Irlanda, riottosa e ribelle alla dominazione straniera. Che fecero allora i simpatici inglesi? Prima sconfissero gli ultimi signorotti gaelici, dopo decenni di lotte, e poi pensarono bene di "importare" signori terrieri da Inghilterra e Scozia, oltretutto protestanti, per dominare la terra ed evitare che si tornasse alla situazione precedente.
Insomma, nell'Anno Domini 2009, la Repubblica d'Irlanda pensa bene di celebrare i 400 anni dalla sconfitta definitiva. Furbi, nè?
Gatti & mazzate
Si è concluso ieri il torneo annuale GAA di Hurling, uno dei due sport gaelici giocati solo qui in Irlanda - ma con un seguito del 100 %, sostanzialmente. Abitando su una delle strade principali in direzione dello stadio, il Croke Park, che in linea d'aria sta a 500 metri da casa mia, ogni domenica estiva uscire di casa significa trovarsi in un carnevale di colori di squadre. Ieri, il match tra Tipperary e i cats di Kilkenny (sono infatti le squadre delle contee ad affrontarsi) si è concluso, di nuovo, con la vittoria di questi ultimi, campioni in carica per la quarta volta di fila.
E Dublino? La squadra della sua contea, a detta degli irlandesi, è sorprendentemente una delle piu' scarse dell'isola, e non riesce mai a raggiungere le finali...
E Dublino? La squadra della sua contea, a detta degli irlandesi, è sorprendentemente una delle piu' scarse dell'isola, e non riesce mai a raggiungere le finali...
lunedì 3 agosto 2009
Pittura e musica? No, graffiti e tromboni.
Oggi mi sto guardando BBC World News in TV quando passa uno dei loro attesissimi servizi sull'Italia: non so infatti giudicare a pieno quelli sugli altri paesi non vivendoci, ma gli "approfondimenti" di argomento italiano riflettono tutta la faciloneria del giornalismo moderno, unita al tipico pregiudizio britannico nei nostri confronti.
Il servizio parte da un'affermazione di Berlusconi, che avrebbe dichiarato come la citta' di Roma sia "sfigurata dai graffiti", quelli fatti a bomboletta dai cosiddetti taggers. Il servizio ovviamente va di luogo comune a palate, con la Fontana di Trevi in primo piano subito all'inizio, ma prosegue su linee quasi standard, mostrando i classici muri di edifici storici (e non) imbrattati da macchie di colore casuali. Niente che noi (e non solo noi, basta vedere in Francia) non conosciamo.
Ma la perla arriva con l'intervista a Franco Ferrarotti, "il più noto dei sociologi italiani all'estero", come lo (auto)definisce il suo sito. Il Ferrarotti parte anche bene, notando come il "graffito" sia "un patetico tentativo di emergere" di giovani con voglia di esprimersi ma senza il talento o la voglia di approfondire e farlo veramente - e chiariamo, sono sicuro che anche qui di talento ce ne sia, ma e' l'1% e probabilmente non imbratta i muri altrui.
Ecco pero' che parte il Ferrarotti furente: "io lo ricollego al triste destino di un'intera generazione di persone che non possono trovare un buon lavoro e sono costretti a vivere in una condizione precaria!". Capita l'equazione? Berlusconi > Roma > generazione devastata > graffiti per disperazione.
Caro il mio Ferrarotti, prenditi una squadra di 10 taggers come dipendenti dignitosamente retribuiti, fai scrivere loro i tuoi libri (invece di farlo fare a studenti di belle speranze come tutti i tromboni e baroni italiani) e pagali e riconoscili per questo. Soprattutto, cedi il posto a chi ha capito che quelle patetiche manifestazioni di esibizionismo, di voglia di emergere, esistono perche' i tromboni come te monopolizzano, a 130 anni, la "cultura" occupandone ruoli e poltrone, senza minimamente avere il senso di cosa devono veicolare e che contributo possono dare a questa "generazione devastata" per emergere davvero.
Quando ti sarai accorto che molti di loro non sanno manco scrivere in italiano, ma soprattutto nemmeno lo vogliono fare, e avrai magari dato a quella minima percentuale di talentuosi frustrati una vera possibilita' di emergere, bene, allora torna a farti intervistare alla BBC invece di sparare i soliti stereotipi ideologizzati che tanto fanno piacere a chi ci denigra all'estero.
Il servizio parte da un'affermazione di Berlusconi, che avrebbe dichiarato come la citta' di Roma sia "sfigurata dai graffiti", quelli fatti a bomboletta dai cosiddetti taggers. Il servizio ovviamente va di luogo comune a palate, con la Fontana di Trevi in primo piano subito all'inizio, ma prosegue su linee quasi standard, mostrando i classici muri di edifici storici (e non) imbrattati da macchie di colore casuali. Niente che noi (e non solo noi, basta vedere in Francia) non conosciamo.
Ma la perla arriva con l'intervista a Franco Ferrarotti, "il più noto dei sociologi italiani all'estero", come lo (auto)definisce il suo sito. Il Ferrarotti parte anche bene, notando come il "graffito" sia "un patetico tentativo di emergere" di giovani con voglia di esprimersi ma senza il talento o la voglia di approfondire e farlo veramente - e chiariamo, sono sicuro che anche qui di talento ce ne sia, ma e' l'1% e probabilmente non imbratta i muri altrui.
Ecco pero' che parte il Ferrarotti furente: "io lo ricollego al triste destino di un'intera generazione di persone che non possono trovare un buon lavoro e sono costretti a vivere in una condizione precaria!". Capita l'equazione? Berlusconi > Roma > generazione devastata > graffiti per disperazione.
Caro il mio Ferrarotti, prenditi una squadra di 10 taggers come dipendenti dignitosamente retribuiti, fai scrivere loro i tuoi libri (invece di farlo fare a studenti di belle speranze come tutti i tromboni e baroni italiani) e pagali e riconoscili per questo. Soprattutto, cedi il posto a chi ha capito che quelle patetiche manifestazioni di esibizionismo, di voglia di emergere, esistono perche' i tromboni come te monopolizzano, a 130 anni, la "cultura" occupandone ruoli e poltrone, senza minimamente avere il senso di cosa devono veicolare e che contributo possono dare a questa "generazione devastata" per emergere davvero.
Quando ti sarai accorto che molti di loro non sanno manco scrivere in italiano, ma soprattutto nemmeno lo vogliono fare, e avrai magari dato a quella minima percentuale di talentuosi frustrati una vera possibilita' di emergere, bene, allora torna a farti intervistare alla BBC invece di sparare i soliti stereotipi ideologizzati che tanto fanno piacere a chi ci denigra all'estero.
venerdì 31 luglio 2009
La pentatonica universale
Esulo un attimo dal discorso "Irlanda" per parlare di linguaggio universale, o meglio, farne parlare Bobby McFerrin, famoso musicista jazz, che al World Science Festival 2009 ha fatto un esperimento da brividi (vedo ora che e' stato ripreso anche dal Corriere online):
Dopo il concertino, McFerrin dice "Per qualche motivo, dovunque vada, a prescindere da chi ho davanti, la scala pentatonica [viene percepita]"; uno dei relatori gli risponde: "Se cerchi un lavoro nelle neuroscienze..."
Dopo il concertino, McFerrin dice "Per qualche motivo, dovunque vada, a prescindere da chi ho davanti, la scala pentatonica [viene percepita]"; uno dei relatori gli risponde: "Se cerchi un lavoro nelle neuroscienze..."
giovedì 30 luglio 2009
Tristezza a palate (cit.)

Come gia' riportato da diversi blog, non ultimo quello del nomade ex-irlandese Andima, ora in Belgio, mi trovo costretto anch'io (dalla mia coscienza) a riportare il seguente post sul blog di Beppe Severgnini, nel contesto del Corriere della Sera. Severgnini non mi piace (sorry Beppe, niente di personale!), il Corriere e' sprofondato negli abissi del gossip Studio Aperto-style, ma fosse anche falsa, questa lettera sarebbe tristemente verosimile. E' la lettera di almeno un 90% di noi italiani all'estero, che potremmo raccontare anni di storie su questo sottobosco di compromessi...
Beppe Severgnini,
Ci siamo accorti che carovane di giovani italiani, bravi e istruiti, si spostano dal sud al nord (122mila nel 2008, secondo Svimez). Altrettanti, e altrettando bravi, saltano un passaggio: dal sud vanno direttamente all'estero. Dieci anni di viaggi e "pizze Italians" mi hanno lasciato pochi dubbi e molte storie tristi. Quei ragazzi non partono per imparare; partono per dimenticare. Non si tratta solo di intimidazioni e soprusi (ci sono anche quelli). E' il sottobosco dei compromessi a dare la nausea. Ho chiesto a una ragazza siciliana, che chiameremo Lucia, di spiegare perché se ne va. Leggete con attenzione: è uno spaccato dell'Italia opaca, quella che molti giovani meridionali non sopportano più.
"Vorrei raccontare, alla vigilia della partenza, ciò che ho passato e imparato in Sicilia, dove sono nata e cresciuta. Mi laureo a ventiquattro anni, col massimo dei voti. Borsa di studio all'estero: mi trovo bene, ma decido di tornare e cercare un lavoro. Dopo un po', lo trovo. Solo che non mi pagano subito. Dovrà aspettare circa due anni, mi dicono. Accetto: si tratta di un'istituzione importante, penso al curriculum. Per mantenermi collaboro con un ente culturale privato che ha relazioni con l'estero; non ho un contratto, le collaborazioni sono malpagate e irregolari.
Poi, una buona notizia. Una società di formazione e progettazione mi offre un lavoro, mille euro mensili, 50 ore settimanali. Si tratta di cercare e studiare bandi pubblici e redigere progetti perché vengano finanziati. Una cosa mi preoccupa: il mio contratto non riporta affatto le mie mansioni. Scopro di venire pagata col finanziamento pubblico di un altro progetto, che dichiara più figure professionali di quelle effettive. Di volta in volta risulto consulente per una mostra di fotografie; segretaria organizzativa di un progetto di recupero degli antichi mestieri; tutor in un corso di formazione. Lo stipendio arriva a intervalli imprevedibili: non so come pagare l'affitto e devo chiedere un prestito ai miei, pur lavorando tutto il giorno, tutti i giorni, anche il sabato. Ne parliamo tra colleghi: sono nauseati, ma temono di rimanere disoccupati.
Mi licenzio, mi dedico nuovamente alla ricerca di un lavoro, vengo al nord per colloqui. Non è facile, inoltre pare che io sia in un' età critica: e non ho ancora trent'anni. Continuo a cercare, a inviare e-mail, a studiare. Finalmente, una risposta: un'università inglese, ricevuto il mio CV e un progetto di ricerca, mi offre una borsa di dottorato. Sto preparando le valigie e cerco casa. I miei fratelli, entrambi laureati, sono già emigrati. Uno lavora in Scandinavia, l'altro in Svizzera. Sono contenti. "
Vorrei solo far notare: sono sicuro che al Sud si stia peggio, lo sento da molti racconti dal vivo o meno; ma vi assicuro, non e' che cambi poi molto cambiando regione... potrei citare decine di esempi, comprese alcune mie tragicomiche esperienze con presunte agenzie pubblicitarie che ti fanno lavorare gratis (facendo TUTTO quello che il responsabile e' troppo inetto per fare), e pretendono pure di essere ringraziate perche' ti insegnano un lavoro...
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