domenica 27 settembre 2009

E via di fotografie

Visto che la fotografia e' una droga da cui non riesco a liberarmi, ho deciso di aprire un blog "gemello" di questo:

http://dublinpics.blogspot.com/

Non solo divertimento o ironia in questo caso, lascio semplicemente che le foto parlino da sole ;)

lunedì 14 settembre 2009

All you need is love

A quanto pare, l'Irlanda e' nota per cose sempre piu' inaspettate. Non solo la birra, le pecore, le scogliere, i monasteri; pure i festival internazionali per trovare l'anima gemella.




Ebbene si', stando (anche) al recente servizio della BBC che mostra come nella amena localita' di Lisdoonvarna (in contea Clare, sulla costa Ovest) si riuniscano annualmente speranzosi single in cerca dell'amore della propria vita, aiutati da esperti personaggi locali e da tutta una serie di iniziative e infrastrutture create per l'occasione.

Il matchmaking (cosi' si chiama) sembra riscuotere enorme successo ed attrarre persone non solo dal resto dell'isola.

Tra parentesi, per trovare quella splendida giornata sulle scogliere di Moher e realizzare il servizio, da quanti anni stanno facendo tentativi a vuoto?!

lunedì 7 settembre 2009

Commemorazioni riuscite

Certo che a volte le poste, in tutto il mondo, sono quantomeno sorprendenti. Butti uno sguardo a quello che commemorano, e spesso e volentieri ci trovi roba che manco sapevi esistesse, o che è talmente banale che celebrarla significa proprio non avere nulla per cui stampare francobolli.

Solo che.


L'ultima uscita di An Post, le poste nazionali irlandesi, è quella di un francobollo commemorativo dei 400 anni della Plantation of Ulster. La faro' corta: fino all'inizio del 1600, l'Ulster (che oggi immagino tutti conoscano per le tragiche vicende passate e in parte presenti) era la zona piu' gaelica e meno inglesizzata d'Irlanda, riottosa e ribelle alla dominazione straniera. Che fecero allora i simpatici inglesi? Prima sconfissero gli ultimi signorotti gaelici, dopo decenni di lotte, e poi pensarono bene di "importare" signori terrieri da Inghilterra e Scozia, oltretutto protestanti, per dominare la terra ed evitare che si tornasse alla situazione precedente.


Insomma, nell'Anno Domini 2009, la Repubblica d'Irlanda pensa bene di celebrare i 400 anni dalla sconfitta definitiva. Furbi, nè?

Gatti & mazzate

Si è concluso ieri il torneo annuale GAA di Hurling, uno dei due sport gaelici giocati solo qui in Irlanda - ma con un seguito del 100 %, sostanzialmente. Abitando su una delle strade principali in direzione dello stadio, il Croke Park, che in linea d'aria sta a 500 metri da casa mia, ogni domenica estiva uscire di casa significa trovarsi in un carnevale di colori di squadre. Ieri, il match tra Tipperary e i cats di Kilkenny (sono infatti le squadre delle contee ad affrontarsi) si è concluso, di nuovo, con la vittoria di questi ultimi, campioni in carica per la quarta volta di fila.


E Dublino? La squadra della sua contea, a detta degli irlandesi, è sorprendentemente una delle piu' scarse dell'isola, e non riesce mai a raggiungere le finali...

lunedì 3 agosto 2009

Pittura e musica? No, graffiti e tromboni.

Oggi mi sto guardando BBC World News in TV quando passa uno dei loro attesissimi servizi sull'Italia: non so infatti giudicare a pieno quelli sugli altri paesi non vivendoci, ma gli "approfondimenti" di argomento italiano riflettono tutta la faciloneria del giornalismo moderno, unita al tipico pregiudizio britannico nei nostri confronti.

Il servizio parte da un'affermazione di Berlusconi, che avrebbe dichiarato come la citta' di Roma sia "sfigurata dai graffiti", quelli fatti a bomboletta dai cosiddetti taggers. Il servizio ovviamente va di luogo comune a palate, con la Fontana di Trevi in primo piano subito all'inizio, ma prosegue su linee quasi standard, mostrando i classici muri di edifici storici (e non) imbrattati da macchie di colore casuali. Niente che noi (e non solo noi, basta vedere in Francia) non conosciamo.

Ma la perla arriva con l'intervista a Franco Ferrarotti, "il più noto dei sociologi italiani all'estero", come lo (auto)definisce il suo sito. Il Ferrarotti parte anche bene, notando come il "graffito" sia "un patetico tentativo di emergere" di giovani con voglia di esprimersi ma senza il talento o la voglia di approfondire e farlo veramente - e chiariamo, sono sicuro che anche qui di talento ce ne sia, ma e' l'1% e probabilmente non imbratta i muri altrui.


Ecco pero' che parte il Ferrarotti furente: "io lo ricollego al triste destino di un'intera generazione di persone che non possono trovare un buon lavoro e sono costretti a vivere in una condizione precaria!". Capita l'equazione? Berlusconi > Roma > generazione devastata > graffiti per disperazione.

Caro il mio Ferrarotti, prenditi una squadra di 10 taggers come dipendenti dignitosamente retribuiti, fai scrivere loro i tuoi libri (invece di farlo fare a studenti di belle speranze come tutti i tromboni e baroni italiani) e pagali e riconoscili per questo. Soprattutto, cedi il posto a chi ha capito che quelle patetiche manifestazioni di esibizionismo, di voglia di emergere, esistono perche' i tromboni come te monopolizzano, a 130 anni, la "cultura" occupandone ruoli e poltrone, senza minimamente avere il senso di cosa devono veicolare e che contributo possono dare a questa "generazione devastata" per emergere davvero.

Quando ti sarai accorto che molti di loro non sanno manco scrivere in italiano, ma soprattutto nemmeno lo vogliono fare, e avrai magari dato a quella minima percentuale di talentuosi frustrati una vera possibilita' di emergere, bene, allora torna a farti intervistare alla BBC invece di sparare i soliti stereotipi ideologizzati che tanto fanno piacere a chi ci denigra all'estero.

venerdì 31 luglio 2009

La pentatonica universale

Esulo un attimo dal discorso "Irlanda" per parlare di linguaggio universale, o meglio, farne parlare Bobby McFerrin, famoso musicista jazz, che al World Science Festival 2009 ha fatto un esperimento da brividi (vedo ora che e' stato ripreso anche dal Corriere online):



Dopo il concertino, McFerrin dice "Per qualche motivo, dovunque vada, a prescindere da chi ho davanti, la scala pentatonica [viene percepita]"; uno dei relatori gli risponde: "Se cerchi un lavoro nelle neuroscienze..."

giovedì 30 luglio 2009

Tristezza a palate (cit.)



Come gia' riportato da diversi blog, non ultimo quello del nomade ex-irlandese Andima, ora in Belgio, mi trovo costretto anch'io (dalla mia coscienza) a riportare il seguente post sul blog di Beppe Severgnini, nel contesto del Corriere della Sera. Severgnini non mi piace (sorry Beppe, niente di personale!), il Corriere e' sprofondato negli abissi del gossip Studio Aperto-style, ma fosse anche falsa, questa lettera sarebbe tristemente verosimile. E' la lettera di almeno un 90% di noi italiani all'estero, che potremmo raccontare anni di storie su questo sottobosco di compromessi...

Beppe Severgnini,

Ci siamo accorti che carovane di giovani italiani, bravi e istruiti, si spostano dal sud al nord (122mila nel 2008, secondo Svimez). Altrettanti, e altrettando bravi, saltano un passaggio: dal sud vanno direttamente all'estero. Dieci anni di viaggi e "pizze Italians" mi hanno lasciato pochi dubbi e molte storie tristi. Quei ragazzi non partono per imparare; partono per dimenticare. Non si tratta solo di intimidazioni e soprusi (ci sono anche quelli). E' il sottobosco dei compromessi a dare la nausea. Ho chiesto a una ragazza siciliana, che chiameremo Lucia, di spiegare perché se ne va. Leggete con attenzione: è uno spaccato dell'Italia opaca, quella che molti giovani meridionali non sopportano più.

"Vorrei raccontare, alla vigilia della partenza, ciò che ho passato e imparato in Sicilia, dove sono nata e cresciuta. Mi laureo a ventiquattro anni, col massimo dei voti. Borsa di studio all'estero: mi trovo bene, ma decido di tornare e cercare un lavoro. Dopo un po', lo trovo. Solo che non mi pagano subito. Dovrà aspettare circa due anni, mi dicono. Accetto: si tratta di un'istituzione importante, penso al curriculum. Per mantenermi collaboro con un ente culturale privato che ha relazioni con l'estero; non ho un contratto, le collaborazioni sono malpagate e irregolari.

Poi, una buona notizia. Una società di formazione e progettazione mi offre un lavoro, mille euro mensili, 50 ore settimanali. Si tratta di cercare e studiare bandi pubblici e redigere progetti perché vengano finanziati. Una cosa mi preoccupa: il mio contratto non riporta affatto le mie mansioni. Scopro di venire pagata col finanziamento pubblico di un altro progetto, che dichiara più figure professionali di quelle effettive. Di volta in volta risulto consulente per una mostra di fotografie; segretaria organizzativa di un progetto di recupero degli antichi mestieri; tutor in un corso di formazione. Lo stipendio arriva a intervalli imprevedibili: non so come pagare l'affitto e devo chiedere un prestito ai miei, pur lavorando tutto il giorno, tutti i giorni, anche il sabato. Ne parliamo tra colleghi: sono nauseati, ma temono di rimanere disoccupati.

Mi licenzio, mi dedico nuovamente alla ricerca di un lavoro, vengo al nord per colloqui. Non è facile, inoltre pare che io sia in un' età critica: e non ho ancora trent'anni. Continuo a cercare, a inviare e-mail, a studiare. Finalmente, una risposta: un'università inglese, ricevuto il mio CV e un progetto di ricerca, mi offre una borsa di dottorato. Sto preparando le valigie e cerco casa. I miei fratelli, entrambi laureati, sono già emigrati. Uno lavora in Scandinavia, l'altro in Svizzera. Sono contenti. "


Vorrei solo far notare: sono sicuro che al Sud si stia peggio, lo sento da molti racconti dal vivo o meno; ma vi assicuro, non e' che cambi poi molto cambiando regione... potrei citare decine di esempi, comprese alcune mie tragicomiche esperienze con presunte agenzie pubblicitarie che ti fanno lavorare gratis (facendo TUTTO quello che il responsabile e' troppo inetto per fare), e pretendono pure di essere ringraziate perche' ti insegnano un lavoro...

venerdì 12 giugno 2009

I soliti ignoti

Gli irlandesi, si sa, sono gente semplice. Non vanno tanto per il sottile, quando si mettono in testa di fare una cosa.

Per esempio.

La notte scorsa, nell'ameno villaggio di Graiguenamanagh - non e' uno scioglilingua, e' il nome vero del posto! - nella contea di Kilkenny, una banda di "rapinatori mascherati" ha pensato bene di derubare una filiale locale della Bank Of Ireland. Portandosi via l'intero ATM (la macchina Bancomat). Con una ruspa.


E direte: ovvio che vanno a prendere un posto cosi' sfigato, sta nel mezzo del nulla, chi se ne accorge?
Di sicuro non i Gardai della stazione di polizia che sta esattamente di fronte alla banca:


Anzi, a giudicare dall'espressione perplessa del poliziotto nella foto seguente, mi sa che non hanno ancora capito cosa sia successo. Le risate che si stanno facendo sicuramente i rapinatori mi ricordano la trama del film Ordinary Decent Criminal (Un perfetto criminale) con Kevin Spacey...

giovedì 11 giugno 2009

Esportiamo l'italianita' nel mondo!

Essendo iscritto all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero), settimana scorsa mi arrivano a casa, sorprendentemente, le schede elettorali per il referendum indetto in Italia per il 21 giugno. Non so nulla della consultazione in questione, di cosa proponga e di chi appoggi cosa, quindi vado a vedere online di che si tratti, e gia' mi rendo conto che dividere il referendum dalle elezioni amministrative ed europee costera' al caro contribuente - non a me, fortunatamente - italico diversi milioncini di euro... e vabbe'. Ma poi?

Ma poi bisogna votare via posta, appunto, e le schede devono pervenire in ambasciata entro il 18 giugno, pena l'annullamento del voto. Esamino quindi il contenuto del bustone ricevuto, e trovo:

- Le tre schede colorate coi rispettivi quesiti
- la bustina che le contiene, ovviamente sigillata e che devo aprire
- il certificato elettorale
- il bustone esterno, in cui reinserire il tutto e da imbucare poi

Mi sorge dunque un dubbio: secondo le istruzioni devo mettere le 3 schede, una volta votato, nell' "apposita bustina allegata". Si parla di quella che ho dovuto strappare per estrarle? Mah, d'altronde c'e' solo quella. Mi sembra decisamente strano, ma armeggio di nastro adesivo, richiudo la bustina con dentro le schede e spedisco il tutto.

Oggi ritiro la posta e mi trovo il seguente avviso inviato dall'ambasciata italiana:


Le mie povere schedine, in viaggio all'interno di una busta clandestina rattoppata...

sabato 9 maggio 2009

Infectious: alla larga (ma non troppo)



Approfittando della bella giornata, ci siamo fatti un giro alla mostra Infectious: Stay Away, inaugurata dalla Science Gallery del Trinity College a meta' aprile: iniziativa interessantissima, nata per diffondere un argomento serissimo (e di attualita') come il contagio, appunto, in modo inusuale e divertente (ma non per bambini: e' vietata sotto ai 15 anni!).

Date uno sguardo al video sopra per avere un'idea: le idee migliori sono il mettere una "tag" (un chip) elettronica appesa al collo dei visitatori, che mostra se si e' "infetti"(e lo si diventa venendo a contatto, nella mostra, con persone "infette"), il tutto mostrato su schermi sparsi per l'esibizione; e l'analisi del DNA (che richiede un contributo di 5 euro), i cui risultati verranno poi messi online anonimamente e si possono verificare attraverso un codice che viene fornito.

La mostra e' assolutamente gratuita e ha gia' avuto piu' di 9000 visitatori: fateci un salto se siete a Dublino, ne vale la pena.