venerdì 31 luglio 2009

La pentatonica universale

Esulo un attimo dal discorso "Irlanda" per parlare di linguaggio universale, o meglio, farne parlare Bobby McFerrin, famoso musicista jazz, che al World Science Festival 2009 ha fatto un esperimento da brividi (vedo ora che e' stato ripreso anche dal Corriere online):



Dopo il concertino, McFerrin dice "Per qualche motivo, dovunque vada, a prescindere da chi ho davanti, la scala pentatonica [viene percepita]"; uno dei relatori gli risponde: "Se cerchi un lavoro nelle neuroscienze..."

giovedì 30 luglio 2009

Tristezza a palate (cit.)



Come gia' riportato da diversi blog, non ultimo quello del nomade ex-irlandese Andima, ora in Belgio, mi trovo costretto anch'io (dalla mia coscienza) a riportare il seguente post sul blog di Beppe Severgnini, nel contesto del Corriere della Sera. Severgnini non mi piace (sorry Beppe, niente di personale!), il Corriere e' sprofondato negli abissi del gossip Studio Aperto-style, ma fosse anche falsa, questa lettera sarebbe tristemente verosimile. E' la lettera di almeno un 90% di noi italiani all'estero, che potremmo raccontare anni di storie su questo sottobosco di compromessi...

Beppe Severgnini,

Ci siamo accorti che carovane di giovani italiani, bravi e istruiti, si spostano dal sud al nord (122mila nel 2008, secondo Svimez). Altrettanti, e altrettando bravi, saltano un passaggio: dal sud vanno direttamente all'estero. Dieci anni di viaggi e "pizze Italians" mi hanno lasciato pochi dubbi e molte storie tristi. Quei ragazzi non partono per imparare; partono per dimenticare. Non si tratta solo di intimidazioni e soprusi (ci sono anche quelli). E' il sottobosco dei compromessi a dare la nausea. Ho chiesto a una ragazza siciliana, che chiameremo Lucia, di spiegare perché se ne va. Leggete con attenzione: è uno spaccato dell'Italia opaca, quella che molti giovani meridionali non sopportano più.

"Vorrei raccontare, alla vigilia della partenza, ciò che ho passato e imparato in Sicilia, dove sono nata e cresciuta. Mi laureo a ventiquattro anni, col massimo dei voti. Borsa di studio all'estero: mi trovo bene, ma decido di tornare e cercare un lavoro. Dopo un po', lo trovo. Solo che non mi pagano subito. Dovrà aspettare circa due anni, mi dicono. Accetto: si tratta di un'istituzione importante, penso al curriculum. Per mantenermi collaboro con un ente culturale privato che ha relazioni con l'estero; non ho un contratto, le collaborazioni sono malpagate e irregolari.

Poi, una buona notizia. Una società di formazione e progettazione mi offre un lavoro, mille euro mensili, 50 ore settimanali. Si tratta di cercare e studiare bandi pubblici e redigere progetti perché vengano finanziati. Una cosa mi preoccupa: il mio contratto non riporta affatto le mie mansioni. Scopro di venire pagata col finanziamento pubblico di un altro progetto, che dichiara più figure professionali di quelle effettive. Di volta in volta risulto consulente per una mostra di fotografie; segretaria organizzativa di un progetto di recupero degli antichi mestieri; tutor in un corso di formazione. Lo stipendio arriva a intervalli imprevedibili: non so come pagare l'affitto e devo chiedere un prestito ai miei, pur lavorando tutto il giorno, tutti i giorni, anche il sabato. Ne parliamo tra colleghi: sono nauseati, ma temono di rimanere disoccupati.

Mi licenzio, mi dedico nuovamente alla ricerca di un lavoro, vengo al nord per colloqui. Non è facile, inoltre pare che io sia in un' età critica: e non ho ancora trent'anni. Continuo a cercare, a inviare e-mail, a studiare. Finalmente, una risposta: un'università inglese, ricevuto il mio CV e un progetto di ricerca, mi offre una borsa di dottorato. Sto preparando le valigie e cerco casa. I miei fratelli, entrambi laureati, sono già emigrati. Uno lavora in Scandinavia, l'altro in Svizzera. Sono contenti. "


Vorrei solo far notare: sono sicuro che al Sud si stia peggio, lo sento da molti racconti dal vivo o meno; ma vi assicuro, non e' che cambi poi molto cambiando regione... potrei citare decine di esempi, comprese alcune mie tragicomiche esperienze con presunte agenzie pubblicitarie che ti fanno lavorare gratis (facendo TUTTO quello che il responsabile e' troppo inetto per fare), e pretendono pure di essere ringraziate perche' ti insegnano un lavoro...

venerdì 12 giugno 2009

I soliti ignoti

Gli irlandesi, si sa, sono gente semplice. Non vanno tanto per il sottile, quando si mettono in testa di fare una cosa.

Per esempio.

La notte scorsa, nell'ameno villaggio di Graiguenamanagh - non e' uno scioglilingua, e' il nome vero del posto! - nella contea di Kilkenny, una banda di "rapinatori mascherati" ha pensato bene di derubare una filiale locale della Bank Of Ireland. Portandosi via l'intero ATM (la macchina Bancomat). Con una ruspa.


E direte: ovvio che vanno a prendere un posto cosi' sfigato, sta nel mezzo del nulla, chi se ne accorge?
Di sicuro non i Gardai della stazione di polizia che sta esattamente di fronte alla banca:


Anzi, a giudicare dall'espressione perplessa del poliziotto nella foto seguente, mi sa che non hanno ancora capito cosa sia successo. Le risate che si stanno facendo sicuramente i rapinatori mi ricordano la trama del film Ordinary Decent Criminal (Un perfetto criminale) con Kevin Spacey...

giovedì 11 giugno 2009

Esportiamo l'italianita' nel mondo!

Essendo iscritto all'AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all'Estero), settimana scorsa mi arrivano a casa, sorprendentemente, le schede elettorali per il referendum indetto in Italia per il 21 giugno. Non so nulla della consultazione in questione, di cosa proponga e di chi appoggi cosa, quindi vado a vedere online di che si tratti, e gia' mi rendo conto che dividere il referendum dalle elezioni amministrative ed europee costera' al caro contribuente - non a me, fortunatamente - italico diversi milioncini di euro... e vabbe'. Ma poi?

Ma poi bisogna votare via posta, appunto, e le schede devono pervenire in ambasciata entro il 18 giugno, pena l'annullamento del voto. Esamino quindi il contenuto del bustone ricevuto, e trovo:

- Le tre schede colorate coi rispettivi quesiti
- la bustina che le contiene, ovviamente sigillata e che devo aprire
- il certificato elettorale
- il bustone esterno, in cui reinserire il tutto e da imbucare poi

Mi sorge dunque un dubbio: secondo le istruzioni devo mettere le 3 schede, una volta votato, nell' "apposita bustina allegata". Si parla di quella che ho dovuto strappare per estrarle? Mah, d'altronde c'e' solo quella. Mi sembra decisamente strano, ma armeggio di nastro adesivo, richiudo la bustina con dentro le schede e spedisco il tutto.

Oggi ritiro la posta e mi trovo il seguente avviso inviato dall'ambasciata italiana:


Le mie povere schedine, in viaggio all'interno di una busta clandestina rattoppata...

sabato 9 maggio 2009

Infectious: alla larga (ma non troppo)



Approfittando della bella giornata, ci siamo fatti un giro alla mostra Infectious: Stay Away, inaugurata dalla Science Gallery del Trinity College a meta' aprile: iniziativa interessantissima, nata per diffondere un argomento serissimo (e di attualita') come il contagio, appunto, in modo inusuale e divertente (ma non per bambini: e' vietata sotto ai 15 anni!).

Date uno sguardo al video sopra per avere un'idea: le idee migliori sono il mettere una "tag" (un chip) elettronica appesa al collo dei visitatori, che mostra se si e' "infetti"(e lo si diventa venendo a contatto, nella mostra, con persone "infette"), il tutto mostrato su schermi sparsi per l'esibizione; e l'analisi del DNA (che richiede un contributo di 5 euro), i cui risultati verranno poi messi online anonimamente e si possono verificare attraverso un codice che viene fornito.

La mostra e' assolutamente gratuita e ha gia' avuto piu' di 9000 visitatori: fateci un salto se siete a Dublino, ne vale la pena.

giovedì 7 maggio 2009

E un ventiduenne irlandese li frego' tutti

Da Corriere.it:

MILANO - Quando alla fine di marzo Jean-Michel Jarre ha dato l'annuncio della morte del padre - Maurice Jarre, autore di celebri colonne sonore di film come «Il Dottor Zivago», «Passaggio in India» e «Lawrence d’Arabia» - sui giornali di mezzo mondo sono comparsi coccodrilli dedicati al compositore, e in molti hanno riportato una frase attribuita a Jarre («Quando morirò, nella mia testa suonerà l'ultimo valzer») perfetta per un articolo con cui ricordare un grande della musica.

IL FALSO - Peccato che la citazione fosse un falso, una frase inventata da uno studente irlandese di 22 anni e da lui pubblicata assieme ad altre sulle pagine di Wikipedia, ovviamente alla voce «Maurice Jarre», il giorno della scomparsa del francese. Scopo di Shane Fitzgerald, autore dello scherzo, altro non era che dimostrare come l’enciclopedia più cliccata della rete sia sì diventata un punto di riferimento, ma che a volte può essere pericoloso fidarsi ciecamente delle informazioni che vi si reperiscono. E a quanto pare ha avuto ragione.



Chi e' un attimo piu' smaliziato della media per quanto riguarda Internet e l'uso che se ne fa, cosi' come il cosiddetto user made content, che permette a chiunque di redigere contenuti a proprio piacimento (testuali, video, audio, grafici...), sa che da quando questo mezzo di comunicazione esiste, l'attendibilita' dell'informazione e' caduta a picco. Non che prima fosse a livelli astronomici, per carita', ma questo ragazzetto irlandese ha dato l'ennesima picconata anche a un sistema tanto idolatrato come quello di Wikipedia.

Continuiamo.

SENZA VERIFICA - Shane si aspettava che blog e giornali minori sarebbero caduti nel tranello, ma lui stesso è rimasto stupefatto quando si è reso conto che anche grandi testate di tutto il mondo avevano ripreso la sua frase. «Giornali prestigiosi in Inghilterra, India, America e perfino Australia hanno riportato le mie parole nelle loro notizie sulla morte di Jarre», ha detto il ragazzo, raccontando di essere rimasto scioccato nell'apprendere che quotidiani di alto livello riportano ciò che trovano su Wikipedia senza prima fare le verifiche del caso.

E questo dovrebbe mettere tutti MOLTO in guardia su quanto si legge sui cosiddetti media attendibili, cartacei o in rete.

NON FIDARSI È MEGLIO - Il Guardian è tra quelli che si sono fidati della fonte wiki, salvo poi dover metter mano al coccodrillo per cancellare la citazione incriminata, con mille scuse, quando ad alcune settimane dalla pubblicazione Fitzgerald ha svelato a tutti la vera paternità delle frasi di Jarre. Commentando l'accaduto, Siobhain Butterworth - editore del quotidiano britannico - ha dichiarato che la vicenda deve servire da insegnamento per i giornalisti, affinché utilizzino Wikipedia nel modo corretto. In sostanza, raccomanda Butterworth, qualora non sia possibile risalire alla fonte originaria di quanto riportato sulle pagine dell'enciclopedia online è sicuramente preferibile cercare informazioni altrove.

Non fidarsi e' meglio, appunto. Ogni volta che si legge una notizia, prima di commentarla verbalmente o per iscritto e di usarla per costruirsi un'opinione (magari suffragando idee che gia' si hanno in testa, meccanismo umanissimo e sbagliatissimo), bisognerebbe controllare le fonti e verificare tutte le versioni disponibili della stessa. L'obiettivo e' la fonte di primo livello, l'originale, o quantomeno quello che gli si avvicina di piu'.

Bellissimo il titolo dell'Irish Times a riguardo, molto meno dolce di quello del Corriere: "Lazy journalism exposed by online hoax". A voi il piacere di tradurre, e ai giornalisti (Corriere compreso) quello di imparare.

domenica 3 maggio 2009

E mo' pure la febbre, 'sti poveri maiali...

Come ormai anche i sassi sanno, la cosiddetta swine flu, l'influenza suina, si sta diffondendo in tutto il globo, con l'aiuto di divertenti vacanze in Messico. Bene, solo oggi e' stato confermato che ha raggiunto anche l'Irlanda:

In a statement last night, the Department of Health said that a man in the east of the country who recently returned home from Mexico has tested positive for the virus.


Insomma: dopo i maiali alla diossina, pure quelli con l'influenza, e ovviamente l'attaccano a noialtri. Povere bestie...

Intanto tutte (beh, quasi) le aziende in loco hanno messo in opera piani d'emergenza per evitare pandemie, con gente in vacanza (vedi il sottoscritto) rintracciata telefonicamente per conoscerne le condizioni di salute prima del ritorno al lavoro.

domenica 26 aprile 2009

Clienti particolari

Guardate che tipo di clientela si e' trovato ad affrontare un Super Valu market di Ballinrobe, Co Mayo, qualche giorno fa: un toro, scappato da un locale mercato del bestiame, si e' fatto un giro tra gli scaffali. Impagabile il cliente che cammina nel corridoio, si trova di fronte il toro infuriato e scappa dalla parte opposta!


venerdì 24 aprile 2009

Cronaca dal disastro

Qualche settimana fa, un Londis store davanti al centralissimo parco di St Stephen's Green ha affisso il manifesto con cui cercava una persona come assistente vendite. Per chi non fosse in Irlanda e non li conoscesse, i Londis sono dei mini-market locali (si tratta di una catena inglese) molto simili a quelli (esistenti anche in Italia) della Spar.

Guardate che effetto ha avuto l'offerta di lavoro.

venerdì 10 aprile 2009

Chiuso per lutto


Nella giornata dei funerali delle vittime, solo un breve post per esprimere vicinanza ai connazionali (e non) colpiti dal disastro. Anche in Irlanda, persino nella mia azienda, sono nate subito iniziative di solidarieta': speriamo servano davvero a dare sollievo a chi ha perso tutto nel sisma.