sabato 22 marzo 2008

Paddy's Day - Il report

Che San Patrizio, a Dublino, fosse una giornata particolare veniva da sé. Che 4 italiani ci si mettessero d'impegno per renderla ancora più incasinata era d'obbligo. Che quei 4 fossimo noi, beh, era prevedibile, no?

Poche parole in questo post, passo direttamente alle foto:


Il sottoscritto, reduce dai necessari preparativi e fiero dei colori ital...ops!


Un elfo incontrato in giro... Tenta di mimetizzarsi ma è riconoscibilissimo!

4 purissimi irlandesi pronti alla battaglia.




... i purissimi irlandesi DURANTE la battaglia...


... i purissimi irlandesi DOPO la battaglia.

E i festeggiamenti terminano con due celebri boy bands locali:

I Dublin teenagers (età media: 70 anni)

... e gli Immigration boys, dall'identità misteriosa ma affascinante, qui ritratti nella nota mossa "tivogliovicinovicino".

That's all folks!

lunedì 17 marzo 2008

Paddy's Day

Un saluto veloce per augurare un buon St. Patrick's Day a tutti! A breve il report fotografico, vedrete la ciurma italiana ridotta in questo modo:

martedì 26 febbraio 2008

Un lavoro di fino

Ora, com'è capitato di dire in precedenza, l'appartamento in cui abitiamo ora è decisamente confortevole, e c'era solo un paio di cose davvero minime da sistemare, se proprio: una di queste era il pavimento "mobile" del bagno, in origine una specie di sovra-pavimento di gomma, che il padrone voleva sostituire con delle piastrelle.

Il landlord mi avverte quindi che "la settimana prossima" (quella scorsa, ormai) arriverà il piastrellista, dopo un breve sopralluogo, e nel giro di una giornata farà tutto. Ovviamente entra da solo con la sua copia delle chiavi, quindi non è necessaria la nostra presenza.

Bene, a metà settimana, mentre sto risolvendo in ufficio casini combinati da un cliente particolarmente vicino alla fase evolutiva del Neolitico, mi arriva un sms di Ray (landlord) che mi dice: "Il piastrellista ha finito il lavoro. E' venuto bene, troverete solo un po' di polvere da pulire".
Rimango un attimo basito perchè nessuno mi aveva avvertito per tempo (e che ne sanno questi che io non dissemino bombe per casa per diletto, prima di andare al lavoro?) ma amen, l'importante è che sia tutto fatto.

Torno a casa tra lo stanco e il putrefatto e immaginate la scena: il piastrellista Gustavo, argentino da 3 anni in Irlanda e con conoscenza dell'inglese simile a quella di un ultrà dell'Atalanta in curva, si sta affettando un salame appena comprato per fare merenda, e mi saluta con la bocca piena. Tutto intorno, lo scenario del dopo bomba.

Il simpatico immigrante ha pensato bene di tagliare le piastrelle in salotto, senza manco coprire con un fazzolettino di carta 1 cm quadrato di superficie, e TUTTO risultava coperto di polvere di piastrella, facile da eliminare quanto la fame nel mondo. E quando dico tutto, dico tutto: mobili, computer, divano, camera da letto (avevo lasciato aperta la porta, che ne so che arriva il gaucho assassino?) e letto, cibo, vestiti stesi, everything.

Dopo simpatiche ingiurie che il mangiatore di salame sembra aver colto anche se in dialetto pandinese, lo congedo e mi accingo a pulire. Dico solo che ho passato 3 notti (eh sì, di giorno lavoro) e una domenica a lavare tutto, e la polvere sembrava risbucare dovunque. Solo il provvidenziale intervento di una donna delle pulizie evidentemente armata di idranti brevettati NASA, mandata dal landlord dopo le mie minacce di morte, ha risolto la cosa.

Ma sono sicuro che la polvere non se ne sia andata, sta acquattata nel punto scelto dalla tipa per nasconderla e attende un mio momento di distrazione...

sabato 16 febbraio 2008

I'm back! E vai di pedagogia irlandese...

Ebbene sì, siamo riusciti a mettere una (anzi due!) linea internet, e rieccoci!

Per oggi solo un aneddoto veloce: abbiamo approfittato della bella giornata per una pedalata a Phoenix Park, praticamente un parco nazionale inserito nel corpo della città di Dublino (è grande quanto un quarto della città, più o meno... fate voi), che non sta distante dalla nostra (ormai non più) nuova casa.

Arriviamo di fronte alla Papal Cross (una croce alta tipo 50 metri che nemmeno le peggiori chiese di Quarto Oggiaro possono vantare, e che rovina la vista della sterminata distesa d'erba, olè!) e, scena tenera, una bimbetta sui 2/3 anni si rifiuta di seguire il rubicondo nonno sull'erba, impaurita forse dai gabbiani che imperversano.

Ecco allora che Nonno Panzone torna indietro, le scocca un'occhiata e con voce dolce le urla: "HRUMPF, FUCKING KIDS!!!!! COME ON!!!!" (ovviamente leggete come si scrive, siamo in Irlanda).

Un'infanzia rovinata in partenza.

Ciancio alle bande, festeggiamo!

sabato 19 gennaio 2008

Break!

Scusate la lunga pausa, ma sono senza internet da un bel po' causa cambio di appartamento. Appena gli irlandesi ci assistono rimettiamo una linea web in casa, ora pro nobis.

Cheers!

venerdì 21 dicembre 2007

Merry Christmas!

Domenica mattina parto per l'Italia, dove festeggero` il Natale a dovere... Ma si torna prima di Capodanno, quindi nel frattempo...

BUON NATALE A TUTTI!

giovedì 13 dicembre 2007

Un "piccolo" party natalizio

Venerdi` scorso e' stato il momento del primo party natalizio, organizzato per l'occasione da Google (si', mi sono imboscato grazie all'ingegnera!): giusto per farci stare tutti i pochi impiegati dell'azienda, ognuno dei quali poteva portare una persona con se', Google ha scelto di noleggiare meta' di un posticino come il Croke Park Stadium, lo stadio di Dublino.

Con la cornice del campo illuminato, all'interno degli spalti (al chiuso, ovviamente) hanno montato 2 palchi, 3 bar, catering vari e pure un mini-casino', il tutto a tema James Bond & co, con tanto di colonna sonora originale e caccia agli agenti infiltrati nella folla.

Ma la vera megalomania dei Googler si e' vista in una cosa che vi mostro prendendo in prestito una foto da un altro blog: sul maxi-schermo dello stadio proiettavano i vari loghi speciali del motore di ricerca, tra cui quello di Halloween:


e quello, geniale, in Braille:


Sullo sfondo: le luci della citta'.
Non visibili nelle foto: i Googlers (e non :P) che abusavano dei tagliandi per le birre gratis!

giovedì 6 dicembre 2007

Case, affitti e odissee dublinesi

Dunque, si dà il caso che, a causa del cambio di lavoro (il mio prossimo ufficio si trova esattamente al punto opposto della città rispetto a dove abito ora), mi sia trovato costretto a cercare casa in centro città, la scelta migliore per entrambi (io e Paola): questo non solo perché ci permette di gustarci l'interessante vita dublinese senza fare chilometri ogni volta, ma perché i trasporti pubblici della città sono decisamente peculiari. In sostanza, dal centro vai ovunque, dalla periferia vai solo in centro. Linee pubbliche a raggiera, insomma.

Eggià, non tutto in Irlanda è avanti 10 anni, anzi: se contiamo che non hanno mai fatto una metropolitana "perché non ci hanno mai pensato" (tassista dixit), che le due linee di metrò leggera non si incrociano, che tutta la parte Nord della città è irraggiungibile senza cambiare 3 mezzi, beh, avete un quadro abbastanza preciso della cosa; e sia lodato chi ha inventato i taxi (che qui non costano come il noleggio di una limousine...).

Sta di fatto che mi sono dovuto mettere alla ricerca di un appartamentino decente, a costo non enorme (quello lo si trova solo a Milano), pulito, sicuro... Una missione difficile, ma non impossibile: basta avere tempo e pazienza. Ecco quindi che inizia la ricerca.

Prendo il primo appuntamento, vado a vedere l'appartamento, e subito va alla grande: incontro una francese, attuale affittuaria, che mi mostra un bilocale centralissimo, moderno e quasi di lusso, giusto al limite della spesa che abbiamo stabilito. In più, è disponibile proprio dal periodo che ci serve. Perfetto, lo blocco versando subito una caparra.
Peccato che nello scambio di mail successivo, per le informazioni "tecniche", la tipa mi dice che il padrone ha cambiato idea sul prezzo, dato che i mutui sono cresciuti, l'inflazione anche, ha un'unghia incarnita, gli è apparso l'arcangelo Gabriele preannunciandogli l'imminente maternità... Insomma, mi girano le cosiddette e mi faccio ridare la caparra. Punto e a capo.

Passiamo al secondo: fisso l'appuntamento, sta proprio di fianco al mio attuale ufficio. Entro nello stabile passando in un portone tipo Inferno dantesco, e subito trovo un biglietto da visita nella forma di un knacker (tipico teppistello irlandese) svaccato in terra con l'aria di aver aspirato un fustino di Dixan, attirato da colore e consistenza. Partiamo male. Entro nell'appartamento, un buco simile a un armadio a muro, e due tizie sui 25, un'irlandese e un'americana, praticamente improvvisano uno show: più che la visita a un appartamento è stata una televendita, con queste che mascheravano con risate e battutone un vero e proprio interrogatorio per capire se ero affiliato ad Al Qaeda o potevano ritenermi affidabile. Faccio di tutto per chiudere in fretta e scappo promettendo di farmi sentire presto, senza manco prendere il numero di telefono. Au revoir.

Paola ne va a vedere uno sparato a prezzo decisamente alto, che sull'annuncio metteva foto allettanti (stanze che sembrano enormi, mobilio nuovo e luccicante...). Peccato che si riveli poi essere stretto anche per una sola persona, che Photoshop e una sapiente posizione della macchina fotografica avevano aiutato a mascherare la realtà, e che tutto intorno sia un cantiere aperto notte e giorno. Ecco, magari ci pensiamo, eh? Arrivederci...

Tocca di nuovo a me, e stavolta fisso ben 2 appuntamenti nel raggio di mezz'ora! Vado fiducioso al primo, dove sono accolto da una kapò nazista sopravvissuta alla caduta del Reich, che con aria zuccherosa falsa come Giuda nelle sue migliori performances (aveva appena maltrattato ,di fronte a me, il povero pakistano addetto alle pulizie) mi mostra, in 30 secondi netti, un appartamentino nemmeno malaccio, in un caseggiato non splendido ma passabile... Ma qualcosa non torna. Cerco di isolarlo tra le sue chiacchiere a 200 km/h, e alla fine mi viene in mente. Ma la lavatrice 'ndo sta? "AAAAAAAHHH, quella è in cantina. Comune. Ma costa soli 3 € per lavaggio! Vieni che ti faccio vedere!". Inutile dire che ho dovuto raccogliere la mandibola da terra, prima di scappare a gambe levate.

Alla fine, l'appuntamento immediatamente successivo si rivela quello definitivo: il posto è bello, anche economico, tutto sommato, pulito, bla bla bla, e non ha elettrodomestici sparsi per il quartiere. Ci entro lunedì, chissà mai che in realtà nasconda un allevamento di boa constrictor!

sabato 1 dicembre 2007

Il quarto potere

La stampa irlandese ha un difetto fondamentale, legato direttamente alla natura della nazione: è estremamente provinciale. Per leggere notizie riguardanti la politica estera è meglio cercare giornali inglesi come il Times, che qui viene venduto a prezzo normale, piuttosto che spulciare giornali locali anche "importanti" come l'Independent o l'Irish Times. Questo perché le testate citate si occupano soprattutto dei fatti interni e di sport, sono spesso sensazionaliste e in generale danno l'idea di non avere grande apertura verso il resto del mondo, cosa comune in un Paese che, comunque, dipende culturalmente molto da Gran Bretagna e, indirettamente, USA.

Vi ricorda qualcosa? Sì, i nostri giornaletti italici si comportano allo stesso modo, con la differenza che non ci sono alternative valide. E fanno anche di peggio: se da italiano mi voglio tenere aggiornato sulle notizie fornite sulla nostra stampa lo faccio quasi solo via Internet, visto che qui per esempio il Corriere arriva con un giorno di ritardo (e a prezzo improponibile).

Ecco, peccato che poi mi trovo queste cose (da Corriere.it di oggi, 1 dicembre 2007):


E direte: 'mbè? Mbè, clicco sul link, apro l'articolo e la notizia è questa:


Come dire, sono un attimo confuso. Torno a leggere i risultati del campionato di Hurling sull'Independent, va...

sabato 24 novembre 2007

I folletti lavorano nelle banche irlandesi

Come avevo già accennato in passato, una delle prime cose a cui noi italiani stentiamo a credere, una volta giunti in Irlanda, è la semplicità dei meccanismi bancari. Qui, qualsiasi sia la banca che scegliete per il vostro conto, vi basterà una mezzoretta (spesso anche meno) per aprirlo e compilare le scartoffie necessarie a ricevere una carta Laser (l'equivalente del nostro Bancomat), senza (!!!) alcuna spesa né di apertura né, quando e se verrà il momento, di chiusura del conto stesso. Solo qualche costo di manutenzione annuo, comunque bassissimo e spesso eliminabile se si fa un acquisto tramite carta Laser, e una tassa governativa, sempre annua, di qualche decina di euro. Praticamente, un sogno per chiunque arrivi dalla Penisola.

Ma c'è di meglio! Ieri torno a casa dal lavoro e mi trovo TRE buste da parte della mia banca, la AIB: non mi allarmo, le mandano per avvisare della ricezione di pagamenti sul proprio conto, e io mensilmente ricevo dai miei coinquilini la quota dell'affitto da pagare al landlord. Ma 3?! In effetti forse sono un po' troppe.

Ecco che quindi, una volta aperte, ricevo la strabiliante notizia che aziende inglesi a me sconosciute mi hanno fatto 3 bonifici per un totale di quasi 5.000 €! Non lo nascondo, una volta rinvenuto la mia primissima reazione è stata questa:

Poi i miei neuroni tornano a connettersi, le sinapsi si riaccendono e capisco che, onde evitare la possibile accusa di riciclaggio di denaro del narcotraffico e/o trovarmi sicari davanti a casa, è forse il caso di chiarire il disguido. Perché di disguido si dev'essere trattato: evidentemente hanno assunto alla AIB la sorella della contabile della mia precedente azienda (che, per ERRORE, mi aveva versato uno stipendio doppio!).

Ci vuole poco a risalire ai fatti nudi e crudi: una soffiata [edito: è stata l'ingegnera a farmela, mi mangia vivo se non lo scrivo!] mi avverte infatti di questo articolo, sparato in prima pagina sull'Irish Times:


Una cosuccia da nulla insomma. Beh, giusto se escludete che io ora posseggo i dettagli del conto in banca di tale Matthew Saildiavolochisia. E che qualcun altro ha i miei. Ora che ci penso, fermo restando che sono convinto che l'errore tecnico responsabile di tutto ciò sia stato licenziato con ignominia e giustiziato in sala mensa: qualcuno ha un conto italiano da prestarmi?